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Mara Cozzolino

Giovane artista torinese, Mara si avvicina al mondo dell’illustrazione nel 2002 frequentando l’Accademia Pictor di Torino con Francesca Chessa. Dal 2007 inizia a prediligere la pratica dell'incisione calcografica, realizzando stampe policrome sotto la guida del maestro Kurt Mair.E'il viaggio in Giappone nel 2011 a rappresentare una svolta, attraverso l’avvicinamento alla tecnica della xilografia Mokuhanga. Da allora, inizia a concentrarsi esclusivamente su questa antica tecnica. L'anno seguente viene selezionata, insieme ad altri 5 artisti da diverse parti del mondo, a partecipare ad una residenza artistica di 40 giorni alle pendici del monte Fuji a spese del governo Giapponese. A febbraio 2013 viene allestita la sua prima personale di xilografie giapponesi presso lo spazio espositivo della Chiesa di Santa Croce ad Avigliana. Al momento è un’artista a tempo pieno e lavora esclusivamente con la xilografia giapponese, prediligendola per il suo aspetto completamente ecologico, tenendo anche corsi e dimostrazioni per far conoscere il più possibile la tecnica e curando un blog, in cui racconta il proprio viaggio attraverso questa meravigliosa arte. Vive e lavora a Avigliana. La tecnica Mokuhanga La xilografia giapponese Mokuhanga (da moku che significa legno, e hanga stampa) è una tecnica antica che arriva in Giappone dalla Cina, insieme al buddismo e alla necessità di divulgare la dottrina con l'ausilio di testi  e immagini. Ben presto la tecnica originale si evolve e le relativamente semplici immagini in bianco e nero si trasformano in colorate ed elaboratissime immagini. Si comincia preparando un disegno che viene riportato su delle matrici di legno, scomponendolo in modo che ci sia un colore per matrice. A questo punto si intaglia il legno con delle speciali sgorbie, asportando tutto quello che non si vuole appaia sulla stampa finale. Le matrici così intagliate vengono inchiostrate una a una con colori ad acqua con l'ausilio di speciali pennelli chiamati bake, e stampate su carta di fibre di gelso (Kozo) manualmente utilizzando uno strumento di bambù, il baren. Ogni matrice viene stampata singolarmente (spesso anche con più passaggi per matrice) fino a formare la stampa finale. Ogni disegno è inserito nel passapartout, dal quale può essere rimosso perché solo incollato. Sotto la stampa è presente l’expertise. I testi sono tratti da Sogno di una notte di mezz’estate di Shakespeare