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Anna Turina

Anna Turina (1973) esordisce nel 1995 al Salon I dell’Accademia di Brera e lavora come scenografa. Dal 1998 espone in Italia e all’estero. Affascinata dallo spazio come luogo da vivere sperimentando, lavora prevalentemente con il ferro sfruttandone i diversi aspetti, senza tralasciare altri mezzi in rapporto ai luoghi con cui è chiamata a interagire. Buona parte del suo lavoro nasce dalla riflessione sul concetto di casa: “Ho sempre pensato alla casa come un emblema dalla doppia valenza: garanzie e certezze da una parte, compromessi e limiti, dall’altra.” L’icona della casa si ripete così nella sua ambivalenza: garanzie e certezze da una parte, compromessi e limiti, dall’altra. Casa è il corpo, sono gli altri, sono gli spazi e i momenti di condivisione. Casa è uno stato di appartenenza dove trovare rassicurazioni; un luogo dove sentirsi accolti e pronto a ospitare stati emotivi complessi. È anche uno spazio intimo d’attesa e riflessione nella quale crescere e far crescere il proprio rapporto con il mondo e con gli altri in un misto di paura e coraggio. Abbandonarsi all’intimità di una solitudine sacra all’ascolto e alla memoria del proprio vissuto per poi riemergere e rinnovare il desiderio di condividersi. O, al contrario, condividersi per poi inabissarsi con un nuovo bagaglio di esperienze. Nel 2012 realizza Mondoscarabocchio (Spazio Heart, Vimercate); tra le mostre più recenti: bi-personale Rebels Rebels (a c. di Martina Corbetta), Statement 2013.2 (a c. di Ivan Quaroni), Aliens (Ferrara, Casa dell’Ariosto), la personale all’Arengario di Monza con Micromignon e Micromostra; curata da Simona Bartolena partecipa a Pulse, Materie, Tracce di Contemporaneo, Bambini, Animali (Museo Must di Vimercate); viene segnalata al Premio Celeste 2013..