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Cristina Costanzo

Diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Cristina Costanzo espone dal 1990 in diverse città d’Italia e Francia. Vive e opera a Piacenza. Così si racconta: “Ho voluto chiamare le mie sculture “anime”. La parola “anima” deriva dal greco ànemos che significa “soffio”, “vento” e dal fenicio ani ( io) e ma (energia o anche materia pensante). L’anima dunque è la parte energetica e pensante di un essere umano, inscindibile da esso. Con il termine anima si vuole indicare un concetto etereo, metafisico legato profondamente alla persona: è l’essenza vera dell’uomo. Nelle mie opere ho espresso il mio bisogno di dare forma a questo concetto astratto e di farlo non solo attraverso la scelta della materiale utilizzato, l’argilla (il materiale con cui Dio ha plasmato l’uomo), ma, soprattutto, attraverso lo SGUARDO dei volti che raffiguro, perché noi non siamo forse anche ciò che traspare dai nostri occhi? E’ lo sguardo che ci fa intuire l’essere di una persona ed è con lo sguardo che io conosco e mi faccio conoscere dall’altro, divento oggetto inerme e nudo davanti all’altro, rivelo le mie fragilità o le mie sicurezze, faccio conoscere la natura della mia anima meglio di come la possa conoscere io stesso. Chi ci guarda negli occhi desidera dialogare e trovare un incontro con noi, con il nostro spirito. Le mie figure vogliono toccare emotivamente lo spettatore e sbloccare meccanismi in apparenza arrugginiti. Esse raccontano il mio vissuto, ma anche quello di chi le osserva, perché chiunque in quello sguardo trovi parte di sé.” “Cristina Costanzo propone figure femminili apparentemente senza età, sospese nel tempo. Il corpo stilizzato ed allungato rappresentano l’ascesa ad una dimensione interiore, uno status che si raggiunge attraverso la stratificazione dell’esperienze del passato. Un contenitore di sentimenti, un pretesto per esprimere il suo modo di essere. Ritrae la vita, utilizzando l’argilla ed altri materiali di recupero, quali il ferro, l’alluminio, per modellare corpi che poi ricuce con filo di ferro o corda, per rappresentare le contraddizioni umane e le lacerazioni interiori. Ne derivano figure surreali che raggiungono la perfezione proprio attraverso la loro stessa imperfezione. Le sue sculture contengono spesso degli elementi ricorrenti: il cuore come simbolo dell’amore e delle più profonde emozioni, il viso con le palpebre socchiuse, raccolte nell’espressione sognante per alludere alla riflessione. L'artista prova a prolungare, rendere eterne le sensazioni del momento. Il tempo scorre velocemente, inesorabile, ma ciclicamente sembra arrestarsi per favorire, probabilmente, delle svolte. Un invito a concedersi del tempo anche per guardarsi dentro, ascoltarsi e tutto apparirà più semplice. Ed è senz’altro vero che, nel corso dell’esistenza, ogni individuo può essere soggetto a dei cambiamenti o mutamenti, come le farfalle, che lasciano il bozzolo per assumere una nuova forma” (Paolo Infossi) «… Le sue sculture si chiamano Anime, richiamando l'idea di una “sostanza” eterna, spirituale, impalpabile. Così Cristina Costanzo “materializza” ciò che generalmente è identificato con il principio vitale e con la parte immortale dei viventi. In queste figure, realizzate prevalentemente in argilla, Cristina racchiude moti interiori che le appartengono ritraendo la vita stessa, ora vista come una fantastica metamorfosi da bruco a farfalla, ora concepita come un gioco di equilibri precari (…) Scultrice dal fine gusto estetico, Cristina Costanzo ha affinato la sua abilità tecnica all'Accademia di Belle Arti di Brera, per poi proseguire con una ricerca autonoma(…)». (Elena Ovecina) “Cristina Costanzo plasma creature femminili delicate ed enigmatiche del tutto estranee alla realtà nella quale ci muoviamo ogni giorno. Nonostante la loro tridimensionalità, esse manifestano una natura sottile ed evanescente non imbrigliata in alcuna forma individuale: esse appartengo a un mondo senza storia, in cui il tempo non scorre in modo abbastanza lineare per trasformare sistematicamente il presente il passato; nemmeno potremmo chiederci da dove esse provengano o dove ci possano condurre, perché lo spazio in cui si muovono non si articola secondo le tre dimensioni canoniche, né secondo i quattro punti cardinali. La psiche di cui sono figlie genera innumerevoli dimensioni intermedie che viaggiano su binari temporali paralleli. Per questo ci catturano e ci attraggono con i loro sguardi vaghi e ingenui, pronti a incontrare il nostro e a farci percepire il dolce disorientamento di universo senza limiti. (Ivan Cantoni) Centro culturale italo-francese 1990 la Bottega dell'Arte - Voghera 1994 Sala Comunale di Castelfranco Emilia (RE), 1996 Amici dell'Arte - Piacenza, 1997 Galerie Art e Lythographie - Pontarlier (Francia), 1998 Galerie Vauban - Digione (Francia), 1999 Bipersonale Castello di Lomello (Pavia), 2000 Santa Maria della Pace (PC) - collettiva Gap - 2002 Galerie Art e Lythographie - Pontarlier (Francia), 2003 Chimere in città, collettiva Gap, galleria Ricci Oddi - Piacenza, 2003 Genius Loci – collettiva, Piacenza, 2004 Collettiva Galleria Spazio Arte - Castell'Arquato, Piacenza, 2004 Gioconda, collettiva, S. Maria della Pace (Piacenza), 2004 Taboo e Totem,collettiva, Galleria Ricci Oddi, (Piacenza), 2004 Personale Amici dell'Arte - Piacenza, 2004 Personale presso "Print à Porter"(Piacenza), 2005 Bipersonale Gallerie "L'Espace" - Digione (Francia), 2006 1° Premio concorso d'Arte Sacra - Circoscrizione 2, Piacenza, 2006 Personale Spazio C - Piacenza, 2007 Personale Spazio 4 - Piacenza, 2008 Mostra Benefica "L'arte della Solidarietà" pro Caritas, Piacenza, 2008 Galleria CentroArteModerna - Pisa, 2009 Art Elegant Party -collettiva - Milano, 2009 Collettiva Arte contemporanea - Galleria CentroArteModerna - Pisa, luglio 2009 Personale Galleria Poliedro - Trieste, settembre 2009 Quadripersonale Galleria Lato, Progetto NON LUOGHI – Prato, dicembre2009 - gennaio2010 Quadripersonale Spazio Rosso Tiziano, Progetto NON LUOGHI – Piacenza, gennaio 2010 Personale Hotel Vedute Fucecchio – FIRENZE, 2010, marzo-maggio 2010 Nel 2009 nasce "NON LUOGHI", un nuovo progetto tutto al femminile di quattro giovani artiste, con una mostra a Prato, presso la galleria "Lato" ed una nel 2010 a Piacenza presso la galleria "Rosso Tiziano". Collettiva XXX-Immagini dell'arte italiana del III Millennio,marzo-aprile 2010, PALAZZO CALLAS-SIRMIONE Donne Ex Fabula, collettiva, stazione Vittoria, Pisa, maggio - giugno 2010 CrossArt(quadripersonale), giugno 2010, Villa Braghieri CastelSan Giovanni(PC), a cura di Maurizio Sesenna (Spazio Rosso Tiziano). Arte in Arte e Mestieri2010, collettiva, Suzzara (MN) settembre-ottobre 2010 Collettiva Gruppo 83 - Amici dell'Arte - dicembre 2010 Collettiva Rosso Tiziano - luglio 2011 Collettiva Rosso Tiziano - novembre 2011 Personale S. Cristoforo, a cura di Spazio Rosso Tiziano, aprile 2012 Collettiva “A proposito di donne…”, galleria Conarte Savona, giugno 2012 Partecipazione Fiera di Novegro “L’Isola che non c’è ma c’è”- Passpartout Unconventional Art Gallery, dicembre 2012 Collettiva “ Le Signore del Tempo” a cura di Paolo Infossi, Antiche scuderie ex caserma Musso, Saluzzo Arte 2013, aprile2013 Personale in occasione del Festival Musica Diffusa, Serra di Villa Raggio Pontenure, maggio-giugno 2013 Collettiva “Nella torre e in altri luoghi”, a cura di Gaia Bertani, Torre dell’Orologio, S.Polo d’Enza (RE), agosto 2013 Collettiva “ Dimensioni im-probabili” a cura di Gaia Bertani e Nicla Ferrari, Gonzaga (Mn) – febbraio/marzo 2014 Collettiva “Fabula docet. Magiche novelle contemporanee”– a cura di Paolo Infossi – Saluzzo Arte 2014, Saluzzo (Cn), aprile 2014