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Gea, Comunicato stampa

Martedì 17 giugno dalle ore 18.30 Internocortile inaugura GEA con opere di Enrica Campi, Cristina Costanzo e Massimo Voghera. Tre artisti che esprimono la loro creatività utilizzando la terracotta che, insieme al gres e alla porcellana, fa parte della ceramica: la principale differenza fra i tre materiali è data dal diverso grado di durezza, ottenuto con la cottura a diverse temperature ed è da sempre usata per produrre oggetti d’uso quotidiano o decorativo. “Massimo Voghera, “Massimo Voghera è professore di Scenografia teatrale all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove è anche docente di Teatro di Figura. Strana denominazione per dire che insegna ai suoi studenti a fare i Pupi. Però non tanto e non solo i pupi siciliani. Bensì dei pupazzi contemporanei, tanto che Voghera, ormai molti anni fa, aveva collaborato con il mitico gruppo statunitense Bread & Puppets di passaggio a Torino. Forse proprio per dar consistenza e durata a quelle sue vivaci, ma effimere creature, Voghera ha iniziato a modellarle in terracotta. Così nel suo studio di Cavoretto nascono tante microsculture che prima lui plasma nella terra “semirefrattaria bianca”, poi cuoce a 1000 gradi e le dipinge a smalto, infine le ricuoce per ottenere l’invetriatura. Con le sue mani abili e fantasiose Voghera sembra dar forma a sogni, popolati da strani e graziosi omini, con la testa piccola piccola e il corpo grande grande, simili a certi protagonisti dei cartoon, e crea anche divertenti pesci colorati, uno dentro la pancia dell’altro.” Guido Curto per GEA. Enrica Campi, compagna di vita di Massimo, di formazione scenografa, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Torino, predilige per le sue sculture i soggetti femminili, che realizza sia in terracotta che in cartapesta. Collabora per molti anni con il Teatro Stabile di Torino e nel 2002 presenta la sua prima mostra sui teatrini, inizio di una lunga serie di personali e collettive dedicate al mondo del teatro, alle fiabe e in particolare appunto alle donne, sempre raffigurate con intensa poesia e delicatezza. Scultrice dal fine gusto estetico, Cristina Costanzo ha affinato la sua abilità tecnica all'Accademia di Belle Arti di Brera, per poi proseguire con una ricerca autonoma. Cristina chiama le sue sculture “anime”, dal greco ànemos che significa “soffio”, “vento” e dal fenicio ani (io) e ma (energia o anche materia pensante). L’anima è la parte energetica e pensante di un essere umano e da esso inscindibile, è un concetto etereo, metafisico e legato profondamente alla persona: è l’essenza vera dell’uomo. Nelle sue opere Cristina vuole provare a dare forma a questo concetto non solo attraverso la scelta del materiale utilizzato, l’argilla (il materiale con cui Dio ha plasmato l’uomo) ma, soprattutto, attraverso lo “sguardo” dei volti che raffigura, perché “siamo anche ciò che traspare dai nostri occhi”. Le sue figure vogliono toccare emotivamente lo spettatore raccontando il vissuto di chi le crea e anche quello di chi le osserva, affinchè chiunque in quello sguardo trovi parte di sé. “Le sue figure femminili sono apparentemente senza età, sospese nel tempo. Il loro corpo stilizzato ed allungato rappresenta l’ascesa ad una dimensione interiore, uno status che si raggiunge attraverso la stratificazione delle esperienze del passato. Un contenitore di sentimenti, un pretesto per esprimere il suo modo di essere.” Paolo Infossi Cristina, che vive e lavora a Piacenza, ha partecipato a partire dal 1990 a numerose mostre in Italia e all’estero. GEA, dal 17 giugno al 4 luglio 2014 con orari: da martedì a venerdì dalle 11-13 e 15,30.19, sabato 11-13. In altri orari su appuntamento Internocortile, Via Villa Glori, 6, 10133 Torino/ 011 6618841 silvia.tardy@gmail.com/ www.internocortile.it